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martedì 18 agosto 2026

Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, Mondadori 1996


Adatto per: Adulti (18+)


A che scopo leggere (e per puro piacere) un mastodontico poema cavalleresco in ottave di più di cinquecento anni fa? E se non è sufficiente dire che il capolavoro dell’Ariosto sarà una pietra miliare della letteratura nostrana, capace di influenzare le generazioni successive fino ai nostri giorni, in Italia come in Europa... si potrebbe mostrare che in quest’opera è già presente buona parte dell’immaginario fantastico moderno: davvero, per certi aspetti pare di trovarsi davanti ad un autentico proto-fantasy, tra terre esotiche, creature fantastiche e imprese sovrumane, senza cui probabilmente non sarebbero state mai nemmeno concepite saghe come Il Trono di Spade e One Piece (ma anche un po’ i supereroi Marvel, a ben pensarci..)Come si potrebbero additare i grandi personaggi femminili che ne costellano i canti: dall’intrigante Angelica, precorritrice delle moderne femme fatale, alle fanciulle guerriere Marfisa e Bradamante, nobili e amorevoli, ma del tutto in grado di tenere testa ai più valorosi guerrieri dell’esercito cristiano e saraceno, e le fedeli Isabella e Fiodiligi; per le grandi passioni che agitano i personaggi; per le tormentate storie d’amore che contiene (due fra tutte, la travagliata storia tra la cristiana Bradamante e il saraceno Ruggero, ma anche le vicissitudini della nobildonna Isabella per riunirsi al suo amato Zerbino), e la sbalorditiva modernità di molti degli episodi e delle tematiche (ad esempio: le parti dove si descrive l’assedio di Parigi da parte delle truppe del re Agrimante colpiscono per le loro tinte forti e la crudezza delle descrizioni, ma anche gli amori tossici, i complessi rapporti tra politica e religione, il conflitto tra onore e passioni, tra fantasia e disillusione e, perché no, mettiamoci pure qualche barlume gender)...Il tutto pervaso da un’ironia salace che permette a anche a noi contemporanei disincantati di godere della complessa architettura del poema, lasciandoci sprofondare nella «Scoria dei sogni, \ indistinto limo che il Nilo dei sogni lascia, \ con essi fu intessuta la matassa \ di questo risplendente labirinto» (Borges).

Se non vi basta, potete leggere anche:

- Matteo Mattia Boiardo, L’Orlando innamorato, UTET, 1974 (di cui il Furioso prosegue la storia);

- Mervyn Peake, Tito di Gormenghast, Adelphi, 2005

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